martedì 14 aprile 2020

Fermiamo incompetenze e irresponsabilità. Commissariare la sanità lombarda e piemontese

Dichiarazione di Antonello Patta e Ezio Locatelli, rispettivamente segretario regionale Lombardia e segretario provinciale di Torino di Rifondazione Comunista, componenti della direzione nazionale Prc-Se:
“ormai la misura è colma in Lombardia e in Piemonte, le giunte politiche che hanno avuto la responsabilità istituzionale e giuridica di gestire la sanità regionale hanno toccato il fondo per gli errori commessi nella gestione della emergenza COVID 19. La denuncia drammatica e lucida dell’Ordine dei medici di Medicina Generale, che non sono un covo di bolscevichi, li mette tutti in fila con assoluta precisione:
·         La mancata chiusura del pronto soccorso di Alzano e la mancata zona rossa in Val Seriana
·         La ospedalizzazione spinta senza corridoi sanitari specifici, che ha trasformato gli ospedali da luoghi di cura a luoghi di contagio
·         L’abbandono totale della rete dei medici di base, che avrebbero potuto e dovuto fermare la prima ondata del contagio; non sono stati allertati e da soli hanno fronteggiato un contagio virulento.
·         L’abbandono delle RSA senza indicazioni e materiale di protezione e la folle decisione di occuparne i posti vuoti con convalescenti da COVID 19,
·         Il sistema dei tamponi fatti con criteri inaccettabili (neppure agli ospedalieri con sintomi e a molti malati gravi a casa)
·         L’assoluto ritardo nelle forniture del materiale necessario.
·         La beffa dell’ospedale alla fiera di Milano che da 400 posti in terapia intensiva si è ridotto a ospitarne 20, con personale strappato in altri ospedali, solo per dimostrare che “il privato è efficiente”. Hanno dimostrato il contrario, ma hanno sperperato miliardi e tolto risorse agli ospedali pubblici.
Il risultato di questi errori, su di una sanità pubblica già stressata da tagli e sottodimensionata nel personale, è pagato dai cittadini e dalle cittadine: più morti, più sofferenze, più contagi imboccando un tunnel che sembra senza fine. I numeri dei deceduti anche quelli ufficiali sono tremendi. Il “caso Lombardia e Piemonte “sono esempio negativo e motivo di indagine sul perché questi territori ricchi e di “eccellenza “non abbiano saputo contenere questa epidemia.  E poiché Fontana e Cirio non mostrano la consapevolezza del disastro, vanno avanti ciecamente senza trarre le conclusioni logiche, bisogna reagire. La Caporetto bellica ha avuto come conseguenza la destituzione dei generali responsabili di quella sconfitta, stessa cosa deve essere fatta per la gestione pericolosa dell’emergenza sanitaria.
Che venga commissariata la sanità in Lombardia e in Piemonte
L’emergenza coronavirus andrà avanti ancora per molto tempo; nel frattempo che si metta in mani responsabili la salute di chi vive in queste regioni”.

domenica 25 novembre 2018

martedì 29 maggio 2018

LA CRISI ISTITUZIONALE

Governo – Acerbo (Prc): «Noi non stiamo con Mattarella. Non sta difendendo la Costituzione. Nè con Cottarelli nè con Salvini. Costruiamo uno schieramento di sinistra popolare antiliberista»

COMUNICATO STAMPA
 
Governo – Acerbo (Prc): «Noi non stiamo con Mattarella. Non sta difendendo la Costituzione. Nè con Cottarelli nè con Salvini.  Costruiamo uno schieramento di sinistra popolare antiliberista»Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista, S.E. Coordinamento nazionale di Potere al Popolo, dichiara: «Le scelte e le parole del Presidente della Repubblica suscitano rabbia e sconcerto.
Il nostro giudizio negativo su Salvini e Di Maio non ci impedisce di condannare con nettezza la scelta del Presidente della Repubblica.
Il comportamento di Mattarella ha le sembianze più di un golpe bianco che di una rigorosa difesa della Costituzione. Nella Costituzione è previsto il divieto di ricostituire il partito fascista, non quello di mettere in discussione i trattati europei o la moneta unica.
La sovranità non appartiene agli “operatori economici o finanziari” e agli “investitori italiani e stranieri” citati da Mattarella. Il comportamento del Presidente e il suo intervento così pesante sul terreno delle scelte politiche è per noi indifendibile.
Non ci stupisce che a sostegno di Mattarella si siano schierati immediatamente due improbabili campioni del costituzionalismo come Renzi e Berlusconi. Questa operazione è la prosecuzione delle ingerenze dell’UE ed avevamo già da tempo profetizzato che Cottarelli, onnipresente su giornali e tv, sarebbe stato il nuovo Monti da imporre a colpi di spread. Proprio perchè ci siamo sempre schierati in difesa della democrazia costituzionale non possiamo che dire NO a questa operazione e all’incarico a un uomo del Fondo Monetario Internazionale. Chi difende la Costituzione non può schierarsi per un’acritica difesa di Mattarella. Rifiutiamo di dover scegliere tra la peste e il colera, tra Salvini e Di Maio da una parte e Renzi e Berlusconi dall’altra. Si tratta di due versioni diverse del neoliberismo.
Ci schieriamo dalla parte della democrazia e della Costituzione come abbiamo sempre fatto.
La classe dirigente di centrodestra e centrosinistra che ha condiviso le scelte strategiche dagli anni ’90 é ormai delegittimata e trascina nel discredito le stesse istituzioni.
Il Presidente della Repubblica, come il suo predecessore, assume il ruolo di garante non della Costituzione ma di di uno stato permanente di eccezione.
La richiesta di impeachment non è fondata sul piano costituzionale e il comportamento di M5S e Lega, a partire dalla scelta di un premier inconsistente sul piano politico, ha contribuito a questo esito. Certo Mattarella ha fatto un gran regalo a Salvini che può ergersi a difensore degli italiani e il M5S cerca di competere alzando il volume.
Da sempre denunciamo che il cosiddetto “pilota automatico” non è compatibile con la democrazia e che la mette in crisi sul piano formale e sostanziale. A cosa serve poter votare se le scelte di fondo sono già predeterminate? E come si può rafforzare il legame tra cittadine/i e istituzioni repubblicane se un rigore insensato riduce progressivamente diritti?
Se Mattarella avesse detto no alla nomina di un demagogo razzista xenofobo come Salvini al ministero degli Interni avremmo apprezzato. Ma il suo intervento in nome dell’ordine post-democratico nato a Maastricht nel 1992 non è condivisibile e accettabile.
Lo ricordiamo come ministro della difesa ai tempi della guerra nella ex-Jugoslavia e ci è ben chiaro che tende ad anteporre il quadro internazionale alla Costituzione.
Rivendichiamo con orgoglio il nostro voto da sempre contrario ai trattati europei e la nostra lotta per un’altra Europa non in nome del nazionalismo ma della democrazia e della difesa e dell’estensione dei diritti. Costruiamo uno schieramento di sinistra popolare antiliberista per l’attuazione della Costituzione e dunque contro i trattati europei e alternativo a tutti i poli esistenti. Né con Cottarelli né con Salvini».

giovedì 14 settembre 2017

lunedì 21 agosto 2017

LA COSTRUZIONE DELLA GUERRA CIVILE MONDIALE

Dopo ogni attentato viene costruita una narrazione di paura. Perché? A cosa serve? E cosa possiamo fare noi?
Barcellona, 14 morti. La manifestazione allontana i gruppi fascisti. La Sindaca parla di pace e di accoglienza. Ma questo sembra non bastare. Quando si lancia il sasso della paura nel lago dei media mainstream, le onde concentriche che si formano continuano a ingrandirsi senza smettere. C’è chi, in questi giorni, sui social cerca di far riflettere, comparando i numeri dei morti per terrorismo in Europa con il resto del mondo. Basta fare questi conti per rendersi conto come in Europa facciano molte più vittime gli incidenti stradali, che il terrorismo. Ma questo non basta a fermare le onde concentriche della paura.
Questa è una guerra civile mondiale, avevo scritto dopo il Bataclan. Una guerra civile organizzata a livello mondiale, ma che si diffonde a livello nazionale, e si attua in maniera differenziata nelle diverse regioni del mondo. Una guerra civile che in prima istanza toglie qualsiasi umanità al nemico, o al sedicente tale. Una guerra civile che distrugge i diversi – donne, migranti, infedeli, minoranze.
Una guerra civile mondiale, dove gli ‘opposti estremismi’ sono i patrioti occidentali da un lato, e i fondamentalisti islamici dall’altro. Entrambi utilizzati, se non costruiti, dalle élite che sostengono l’ordine mondiale neoliberale. O forse dovremmo dire il dis/ordine mondiale neoliberale.
Dis/ordine mondiale perché dopo il 2008, il mondo post ’89 della libertà, della democrazia, e dello sviluppo capitalista senza confini e senza limiti per la ricchezza, scricchiola. Così come scricchiola il suo principale sostenitore: gli Stati Uniti. Come mantenere quindi la supremazia del progetto egemonico neoliberale sul mondo? Costruendo paura. Una paura che funzioni da eco egemonico e ci ricordi che siamo parte dell’Occidente e prima di tutto dobbiamo difendere la nostra casa, il nostro modo di vita, i nostri valori, il nostro sentito comune. Purtroppo, è proprio questa costruzione di paura che sta distruggendo il nostro modo di vita. È la nostra necessità di sicurezza che uccide la nostra libertà.

In Europa dopo ogni attentato viene costruita mediaticamente, culturalmente ed emozionalmente questa guerra civile mondiale. Non importa che i morti degli incidenti stradali siano in numero maggiore che negli attentati. Gli attentati costruiscono l’attuale collante del nostro vivere comune: la nostra comune paura collettiva, tramite cui si cerca di stabilizzare il dis/ordine mondiale. Questo dis/ordine si riproduce nella costruzione di piccole paure quotidiane, che esorcizziamo nel nostro agire pubblico: gli insulti ai negri sugli autobus, il complotto delle ONG su facebook, le offese urlate a Boldrini, il bullismo su snapchat, i video contro i gay su youtube. Se non ridi sei noioso e soprattutto non stai riproducendo meccanicamente la routine della paura. La produzione e riproduzione di un senso comune di paura che ci tiene insieme. Se non partecipi, stai distruggendo il nostro modo di stare insieme come comunità occidentale, il nostro modo comune di avere paura insieme.
Per rompere questa costruzione di paura non possiamo solo riportare i numeri dei fatti reali – che è comunque il primo passo - ma dobbiamo anche costruire un altro senso comune dello stare insieme.
Ogni giorno lasciamo annegare le persone nel Mediterraneo, o le rimpatriamo in paesi dove c’è la guerra, o le rinchiudiamo nei campi. Ogni giorno distruggiamo le speranze di centinaia di persone in fuga. Ed è qui che si attiva una sorta di legge della meccanica della sofferenza, questa non si distrugge, si trasforma, prima in odio, poi in terrore e infine in morte. E noi rispondiamo con la paura. 

È qui che dobbiamo ricominciare a costruire un altro senso comune dello stare insieme, contro la paura. Diceva un rivoluzionario qualche decennio fa: ‘siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo’.
Dobbiamo sentire le ingiustizie, non la paura. 

Vane Bix

sabato 12 agosto 2017

FIRMATE APPELLO "IO PREFERIREI DI NO"

È in corso un nuovo sterminio di massa.
Donne, bambini, uomini, intere famiglie costrette a fuggire dalla guerra e dalla fame. Costretti a farlo indebitandosi, subendo violenze e torture nelle carceri libiche, rischiando di annegare, di morire di sete e di ustioni da carburante su barconi fatiscenti.
Costretti a questo calvario dai governi dell’Europa che ha prima saccheggiato le risorse dell’Africa e armato i conflitti che la dilaniano e poi ha chiuso le porte ai profughi di quelle guerre, obbligandoli alla fuga per l’unica via accessibile, la più pericolosa: il Mediterraneo, dove muoiono il 75 per cento dei migranti che in tutto il mondo, a migliaia, perdono la vita durante la loro fuga. 
 
Il nostro Governo non è indifferente a questa carneficina ma complice: invia navi militari per impedire ai migranti di lasciare le coste dell’Africa; si accorda con i dittatori dei paesi che perseguitano i profughi per bloccare ai confini chi tenta la fuga; perseguita le Ong che – senza alcun fine di lucro – salvano i migranti in mare; impone loro condizioni che rendono impossibile o vano l’intervento, come il divieto di trasbordare i profughi su imbarcazioni più grandi o l’obbligo della presenza sulle navi di ufficiali militari armati, inaccettabile per le associazioni umanitarie che operano in terre di conflitto solo grazie alla loro neutralità.
 
Il governo italiano si accanisce poi contro chi approda. Lo respinge in Libia e lo riconsegna agli aguzzini che lo hanno torturato, perché i segni di stupri e torture sono vecchi e non vengono refertati, rendendo spesso vana la richiesta di asilo e protezione. Ai richiedenti asilo viene comunque richiesto di svolgere lavori socialmente utili: di lavorare gratis, per noi.
 
Alcuni sindaci minacciano di ritorsioni le famiglie che accolgono i migranti, vogliono che paghino più tasse.Altri si rifiutano di destinare all’accoglienza dei profghi strutture abbandonate. Altri intimano lo sgombero dei presidi dove volontari distribuiscono gratuitamente pasti e vestiti e dispensano cure mediche. Il servizio pubblico diffonde la falsa informazione che l’Italia sia sotto assedio, che sia in corso un’invasione di profughi, che l’accoglienza non sia sostenibile, quando il nostro paese non figura nella lista di quelli che ospitano più rifugiati e non è nemmeno tra le destinazioni più ambite in Europa: ogni cento richiedenti asilo, solo 7 fanno domanda in Italia. 
 
Noi preferiremmo che non fosse così. Ci adoperiamo ogni giorno perché non sia così. Siamo qui a sfidare il Governo che criminalizza chi salva vite umane, a disobbedire ai sindaci che intimano di non accogliere i profughi, a denunciare la loro complicità con questo deliberato sterminio.
 
«Preferirei di no», risposero i professori universitari che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo. Furono solo 12 su 1200. Stavolta sappiamo di essere di più, e desideriamo creare un luogo dove chi pensa che la fuga dalla guerra e dalla fame sia un diritto e l’accoglienza un dovere possa ritrovarsi, mobilitarsi, esprimere la propria solidarietà nei confronti di chi rischia la vita e di chi la salva. Non staremo in silenzio, non staremo a guardare.

per firmare appello: http://www.progressi.org/iopreferireidino